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  la pianta del mese  2

Anche in questa pagina cerco di consigliare il sistema per coltivare alcune varietà di piante, alcuni accorgimenti, esperienze personali e di amici bonsaisti. 
Ognuno è libero di seguire o meno tali consigli.... ma se quanto scritto contribuisce a salvare il vostro bonsai....

 

Giugno____ Ligustro

Per tutti i gusti e per tutte le borse. Il ligustro si trova in commercio molto facilmente; adorna siepi e giardini.
Il ligustro fiorisce a primavera avanzata e questo è un'altro piacevole motivo per scegliere la pianta da coltivare a bonsai.

Per le varietà caducifoglia la tolleranza climatica è molto buona mentre per le sempre verdi è prudente una certa protezione nei mesi freddi.
In natura si trova solo il Ligustrum volgare che tra l'altro ha una struttura piuttosto "sparsa" rispetto al sinensis o al japonicum più diffusi nei vivai. 

Sconsiglio le varietà a foglie variegate.

Trapianto.
Essendo una pianta di poche esigenze è molto tollerante, il trapianto o i rinvasi non pongono difficoltà al coltivatore. Le sue radici molto fitte rigenerano rapidamente persino dopo riduzioni drastiche. Data la densità del fogliame, e quindi il suo rapido uso dell'umidità del terriccio, anche i problemi di trovare un substrato giusto vengono facilmente superati con l'uso di quello standard. 
Neppure il drenaggio riveste una particolare importanza. Si potrebbe dire che un ligustro si arrangia bene a vivere dovunque lo si metta.

Per creare la struttura della ramificazione, dato che le gemme compaiono opposte, occorre intervenire per privilegiare lo sviluppo di quello dei due rami che si vuol far crescere come primari, appena lo si è identificato, accecando l'apice al suo simmetrico, e destinandolo così a diventare un laterale.
La brevità degli internodi moltiplica le opportunità di scegliere le corrette proporzioni della struttura a tutti i livelli della ramificazione.

L'eventuale applicazione del filo va fatta quando la ramificazione è ancora molto giovane, dopo un paio di anni  i rami diventano fragili rischiando di spezzarsi alla torsione. Sopporta per poco tempo la legatura e già dopo circa 20 giorni si possono già scorgere danni alla corteccia.
D'altra parte questa pianta è talmente generosa che basta gestire bene le cimature per avere la forma da noi desiderata.

Le concimazioni seguono l'andamento delle altre piante con azoto, fosforo e potassio.
 Quando la pianta comincia a dare i fiori vuole essere aiutata nel trattamento fertilizzante; oltre alla dose autunnale (dove si somministrerà più fosforo e potassio) si inizierà anche a primavera con predominanza di questi due elementi nutritivi, per cui la pianta troverà giovamento per la prossima fioritura. L'azoto in dose maggiore sarà dato dopo la fioritura.se si vogliono vedere i frutticini. Un eccesso di azoto ne impedirebbe l'allegagione.
 Questa varietà di pianta darà soddisfazione al principiante. 
Un po' di attenzione alle foglie (specialmente sotto) a al vaso non dovrebbero mancare. Un tipo di insetto(Rincote) si annida sotto le foglie e va asportato manualmente, solo dopo tale operazione spruzzare un insetticida
 Un via vai di formiche  mette in allarme quasi sempre e a ragione. Ci sono degli afidi lanuginosi che banchettano sulle radici. E' bene ispezionare la zolla e, individuate delle macchie biancastre, confermano il timore di un attacco di afidi. Cospargere un acaricida in granuli apposito e le annaffiature disinfesteranno il terriccio.


Luglio________ Biancospino

Col nome di biancospino si intendono alcune varietà di Crataegus.
 Il Crataegus oxyacantha, con foglioline profondamente frastagliate e due o più semi in ogni frutto; il Crataegus monogina, con un unico seme; il Crataegus cuneata di origine orientale a fiore rosso.

Come la maggior parte delle piante spinose, produce numerosi getti ad ogni nodo, generalmente perpendicolari dal ramo da cui nascono.

La generosità del biancospino nel ricacciare si associa a un notevole vigore nel crescere: per questa ragione si riesce a far cicatrizzare bene delle ferite anche cospicue, purché il soggetto venga coltivato in piena terra o comunque gli si lasci un'abbondante vegetazione. Bisogna attendere parecchi anni per avere la fioritura del biancospino, salvo che non si vogliano innestare delle marze prese da un soggetto maturo. (vedi gli innesti).

La moltiplicazione è abbastanza facile.
I semi vanno stratificati (anche se talvolta impiegano 18 mesi per germogliare), ma si possono anche far radicare talee e margotte.

Anche se tollerante il biancospino preferisce un substrato calcareo. Trapianti e rinvasi si effettuano di norma durante la dormenza, ma non è impossibile spostare un soggetto a metà estate, a condizione di togliergli tutte le foglie.

Il momento più propizio per tentare l'educazione col filo è comunque quando la pianta è povera di linfa circolante, in modo che perda rigidità e turgore.
L'alternativa più valida è offerta dalla tecnica di intervenire con ripetute potature e cimature per costruire, un breve tratto per volta, ogni singolo ramo, o perlomeno la parte principale della sua struttura.

I germogli che portano i fiori si formano su rami maturi, da gemme che durante l'estate non hanno avuto modo di svilupparsi normalmente (perché bloccate da altre che invece crescono all'estremità del ramo) e sporgono, grossette e sferiche, su dei tubercoli di pochi millimetri o in cima a sottili "speroni" lignificati.
 Con un po' di attenzione tali gemme sono abbastanza riconoscibili già alla fine della stagione vegetativa, pertanto è possibile salvarle mentre si esegue la ristrutturazione del nostro bonsai in dormenza.
All'inizio della primavera, bisogna cerca di dare meno acqua possibile, in modo da evitare che i germogli con i corimbi aoll'estremità si allunghino troppo e portino i fiori oltre il margine della chioma.

Il biancospino non ama il terriccio in cui ristagni l'umidità, mentre gli giova che sia regolare e costante. Un substrato leggermente calcareo e ben drenante è quindi una sorta di assicurazione contro i malanni all'apparato radicale dei soggetti coltivati in vaso. 
L'oidio è la più comune delle malattie fungine che colpisce quest'essenza.
La "bolla" è una malattia che si manifesta deformando il lembo delle foglie e colorandole dal rosso al viola nei punti colpiti.
Gli "animaletti" che aggrediscono il biancospino  sono i soliti afidi e la cocciniglia (soprattutto quella cotonosa), e vanno combattuti con i mezzi consueti.
Non mancano bruchi e camole, ma le piccole dimensioni del nostro bonsai e la possibilità quindi di tenerlo d'occhio, consentono di intervenire con gli insetticidi adatti ai primi segni di guai.

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