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Azalea

Un bonsai fiorito

 

Appartiene alla famiglia delle “Ericacee”, al genere botanico Rhododendron  In natura ha portamento arbustivo con altezza massima di alcuni esemplari di circa 3 metri.

 Ha foglie lanceolate con o senza peluria e di un bel colore verde intenso.
 Se ne conoscono circa 500 specie naturali in tutto il mondo, ma essendo così bella durante la fioritura , i giardinieri ne hanno ottenuto innumerevoli ibridi con fioriture multicolori di grande effetto.
 Il bonsaista , che voglia sfruttare a pieno della caratteristica della fioritura dovrebbe,in fase di scelta della pianta “giusta” da educare a bonsai, considerare di poter avere piante che fioriscono precocissime  fine Marzo come gli ibridi di R.Kurume (Esmeralda, Hino Crimson, Ima –Shojo, Kirin e Ogi Kasane) altre che fioriscono in pieno Aprile come ibridi di R,Obtusum (Amoena) e ancora del Kurume (AddyWery, Koran-Yuki o Kure-No-Yuki(bianca). 

Per le fioriture inizio Maggio gli ibridi R.Indicum (Glen Dale, Gable, Vuykiana, Kaempferi, Oldhami, F&D.

 

A fine maggio fioriscono gli ibridi di Glen Dale [Tanacer (rosa), Treuasure
(bianco puro), Advance (rosa lillà) e Galate (rosso mogano)]

La specie ci aiuta ad avere sempre il bancale fiorito proponendoci la Bobbink Chippewa di colore rosso carico che fiorisce a Giugno
  Dopo esserci occupati dello spettacolo (perché di questo si tratta), affrontiamo le difficoltà.
  L’appartenere alla famiglia delle ericacee già ci indica che il substrato deve avere reazione chimica acida (4,5-5,5), e dato che l’apparato radicale è superficiale e molto sottile, il terriccio deve essere ben drenate, trattenere a lungo l’umidità per evitare i temibili colpi di secco e inoltre assolutamente privo di calcare.  Questo per preparazione di terricciati ordinari.

Lo specifico usato principalmente dai giapponesi è la “Kanuma” con caratteristiche di acidità eccezionali ed un degrado molto lento, però nelle nostre zone crea problemi con l’innaffiatura estiva richiedendo attenzioni più volte il giorno. Attenzione quindi all’acqua che non deve essere particolarmente dura, pena un aspetto insano del bonsai e sicuramente poi, persistendo, destinato a morte sicura. 

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