Due bambini, rimasti orfani, vennero accolti dal nonno paterno, che li
allevò.
Il nonno, un vecchio saggio, aveva dei parenti che erano degli spiriti, vivevano nel cielo e gli mandavano un cibo speciale.
Ogni volta che il vecchio aveva fame, diceva qualcosa nella lingua
degli spiriti e subito pioveva dal cielo un pane buonissimo fatto di
ghiande, che durava un mese perché, staccandone un pezzetto,
quel pezzetto subito ricresceva.
Ma lui soltanto poteva mangiare quel cibo, perciò lo faceva di nascosto, nel fitto dei boschi. Un giorno i bambini, mentre correvano dietro a un cerchio, si inoltrarono nel bosco e videro il nonno che mangiava il pane di ghiande: sembrava che gli piacesse molto.
- Vorrei assaggiare un po' di quel pane - disse il bambino più piccolo. - Chissà se il nonno ce lo permetterà.
Fecero al nonno la loro richiesta. Lui esitò un poco, poi dette un pezzettino di pane a ciascuno.
- E il pane più buono che abbia mai mangiato - disse il bambino più grande.
-Possiamo averne ancora? -
chiese il bambino più piccolo.
-No, - Rispose il nonno - è proibito. Voi avete tante altre cose per
nutrirvi, perciò non dovrete mai mangiare dì questo cibo
che viene dal cielo solo per me: sono i miei parenti spiriti a mandarmelo.
I bambini promisero di obbedire, ma tutti e due pensarono che, non appena ne avessero avuto t'occasione, avrebbero mangiato di nuovo un po' di quel pane buonissimo.
Intanto, presero il loro cerchio e se ne andarono a giocare. Quando, prima del tramonto, tornarono nel punto dove avevano visto il nonno che mangiava il pane di ghiande, il nonno non c'era più, ma il pane sì, una forma intera. Allora ne staccarono un pezzetto ciascuno e lo mangiarono, poi presero il loro cerchio e tornarono a casa. Il pezzetto staccato, però, questa volta non crebbe e non appena il vecchio tornò a prendere il pane per nasconderlo in un luogo segreto, capì che i nipoti avevano disobbedito. Era una disobbedienza grave, ma non ebbe la forza di punirti. Si rivolse agli spiriti e disse:
- I miei nipoti mi hanno disobbedito, non possono più restare qui sulla terra: portateli voi in un bel posto, dove vivano felici, per sempre.
Poi chiamo i nipoti e ordinò loro di andare a giocare.
I bambini presero il cerchio e questo cominciò a rotolare senza che riuscissero a raggiungerlo. Corri e corri, giunsero alle montagne e cominciarono ad arrampicarsi, sempre all'inseguimento del cerchio. E tanto salirono che alla fine sbatterono la testa nel cielo. Allora si tolsero le cinture, ne fecero delle fionde, scagliarono una grossa pietra e fecero un foro nel cielo.
Il cerchio passò attraverso il foro, rotolando. E i due bambini, dietro. Facevano un gran rumore, correndo e calpestando il cielo.
Il vecchio udì quel rumore e pensò: «Ora i miei nipoti sono in un bel
luogo dove non esiste nè il dolore nè la morte e
dove il cibo è migliore di quello che si mangia sulla terra».
Ecco: il tuono che si sente durante i temporali
è il rumore prodotto dai due bambini quando inseguono il cerchio, facendolo rotolare lassù, nel cielo.
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