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EVVIVA... una favola di GianLuca!!!!
Un bambino povero.
Un giorno mentre andavo a scuola ho visto un bambino che aveva tante caramelle e cioccolate nel suo zainetto. Aveva ancora in bocca del cioccolato e dallo zainetto tirò fuori un'altra cioccolata. Tutti lo guardavano perché era sempre sporco di cioccolato in viso. Un'altro bambino lo guardava incuriosito. Quel bambino non aveva neppure la merenda. Infatti quando c'è la ricreazione, quel bambino non rimaneva in classe, trovava la scusa per andare al bagno.
Un giorno il bambino con i dolci si senti male e il bambino che non aveva mai la merenda lo aiutò a andare in bagno. Il bambino che aveva i dolci ringraziò l'altro bambino, gli promise che non avrebbe mangiato più troppi dolci e che lo avrebbe invitato a casa sua per giocare insieme.
Ora sono grandi amici e fanno merenda insieme e mangiano la frutta e dei biscotti.
Il bambino povero ha detto ai suoi genitori che ha un amico che gli fa fare la merenda e loro sono molto contenti.
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yippie!!! una favola di Pilo
Il pupazzo di ghiaccio
Un giorno, Erica, Carlotta, Giuseppe e Ludovica fecero con la neve un bel pupazzo.
Erica gli fece la bocca con un bel pomodoro tutto rosso.
Carlotta gli mise in testa un bel cappello verde e una sciarpa fuxia intorno al collo.
Giuseppe gli mise due brillantissimi bottoncini azzurri per occhi.
Ludovica invece gli mise una bella carota per naso.A questo punto il pupazzo comincio' a muoversi,con grande sorpresa di tutti i bambini che lo avevano costruito e disse loro:
"grazie per avermi fatto cosi' bello! Ora potro' fare con voi un bellissimo girotondo."
E tutti insieme tenendosi per mano si misero a girare cantando GIRO-GIRO TONDO. Quando ebbero finito il pupazzo torno al suo posto senza più muoversi.
Allora i bambini si rotolarono nella neve fino a diventare come dei pupazzi di neve, e rimasero fermi nel giardino vicino al loro amico pupazzo di neve.
Il giorno dopo la neve si era tutta sciolta e il pupazzo di neve non c'era più.
Allora Erica, Carlotta, Giuseppe e Ludovica costruirono uno spaventapasseri e gli misero un pomodoro per bocca, una carota per naso, il cappello e la sciarpa e insieme al loro nuovo amico fecero un bel GIRO-TONDO.
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Vorrei ringraziare questo "bambino" o "bambina".... ma non mi è possibile......
non mi viene accettata la Mail.
Lo faccio qui: GRAZIE a nome mio e di tutti i bambini.CIAO!!!!
Un giorno in Calabria
Luisa stava sfogliando il suo atlante.
Pagina dopo pagina si trovò con la Calabria sotto il suo dito. Guardò la costa, i monti, le città e le illustrazioni del luogo.
Un giorno, mentre era su una splendida spiaggia della Calabria, scorse sotto il mare limpido una strana forma allungata.
Era un delfino.
Il delfino sali in superficie e fece giravolte e salti facendo capire a Luisa che voleva giocare.Attaccata alla pinna del pesce Luisa si divertì molto: salti, tuffi e giravolte erano proprio quello che faceva per lei.
Aveva fatto amicizia con un delfino particolare.
Gli occhi erano allungati e sembravano ridere, il dorso era di svariati colori: sembrava avesse i colori dell'arcobaleno.Luisa chiese al delfino di portarla a vedere il fondo e fu accontentata.
Alghe di un bellissimo verde, coralli, stelle marine e infinite varietà di pesce nuotava e salutava Luisa.Dopo un po' tornò in spiaggia e si addormentò. Aveva giocato con il delfino ed era un po' stanca.
Quando si svegliò aveva il dito su una spiaggia descritta sul suo atlante.
Adesso Luisa vive in Calabria, vicino a quella spiaggia..............
.................... con il suo amico delfino.
Favola inviata da Giulia
A nome di tutti i bambini e mio personale...... Grazie!!!
Ciao!!!!
La casalinga distratta
cap.1
una casalinga tra le nuvoleIn un tempo avanti al nostro una casalinga viveva con i suoi figli e con suo marito.
La casalinga era davvero distratta: quando stirava, bruciava quasi tutti gli abiti; quando lavava, i vestiti si scolorivano; quando cucinava, il cibo o era scotto o era troppo cotto.
Insomma era davvero troppo distratta.
Un giorno lei pensò con suo marito di trovarsi un lavoro facile ma non impegnativo.
-Ma Rita, è difficile trovare un lavoro!Ci vorranno mesi e mesi e forse anche anni!-esclamo il consorte.
Alla televisione vi era un film. Sotto scorrevano delle scritte che dicevano:
-Sei una casalinga distratta?Non cucini bene?Stiri male? Iscriviti alla show di mercoledì sera "La casalinga tra nuvole".-
E la scritta continuava incidendo anche il numero di telefono.
Rita e Giovanni si guardarono ma non fecero in tempo a dirsi nulla che rita aveva preso la cornetta di telefono e Giovanni stava dettando i numeri. Ewiva! Rita era iscritta!cap.2
Il concorsoIl gioco consisteva nel fare magliette più originali di tutte (con il ferro da stiro) e di lavare il più magliette possibile.
Il premio sarebbe stato un robot 3001 usi, il nuovissimo praticissimo.
1..2..3....via!!!!!!
La gara incominciò ma....cosa?
Rita non c'era più!
A casa sua non aveva capito bene qual' era il premio...credeva un ferro da stiro nuovo...una lavatrice più funzionante... ma non un robot!!!cap.3
Essere se stessi-Oh cara, hai fatto bene ad andartene, anzi ti stavo telefonando per dirti che a noi non serve un robot-disse Giovanni
-Già!- eslamò lei.
-Ho intenzione di comprare una lavatrice nuova...quella non funziona e anche un ferro da stiro nuovo..-
Qualche anno dopo la famiglia aveva cambiato casa l'aria profumava di pulito solo se Rita era arrabbiata si bruciava qualcosa (infatti erano molto poche le magliette bruciate!).
La casa era spaziosa e i due bambini erano già grandicelli: uno aveva 14 anni l'altro 12.
Questa favola insegna che si deve sempre credere in se stessi.
Favola inviata da Eleonora
Grazie!! Anche a nome di tutti i bambini!
Ciao!!!!
Questa è una favola Horror ma divertente!!!
E' del mio amico Gianluca di Napoli
brrrrrrrrr!!! Che paura!!!
E' tutta da leggereSALVATE MANHATTAM!!
Era la sera del 25/5/1980, quando tornai a casa dal mio viaggio per Parigi,
vidi che nell'aria c'era qualcosa di strano,era tutto troppo tranquillo per i miei gusti.Le strade era vuote e i negozi chiusi,come se ci fosse stato qualcuno.Stavo camminando per le strade di Manhattan,mi sentivo osservato,dissi:<<E solo immaginazione>>
e continuai a camminare. L'aria puzzava di marcio,come se i morti fossero usciti dal loro letto perenne. In quei giorni la G.I.A. stava facendo esperimenti su cadaveri per far battere i loro cuori facendo si che si possano donare a persone bisognose. Secondo me qualcosa andò storto......Neanche a finir di pensare davanti ai miei occhi c'erano dei ZOMBIES; creature mostruose che si cibano dei cervelli umani.
Non ero armato e non potevo difendermi cosi pensai di scappare nella mia tana. Sapevo che era incominciata una lotta. Entro in casa, apro l'armadietto e prendo uno dei miei fucili a canne mozze e le munizioni a sufficienza,sperando che funzionino contro quei mostri.
La G.I.A mi aveva fatto un bel regalo per il mio compleanno. Mi avvio verso il distretto di Polizia, anche loro non c'e l'hanno fatta contro quei mostri erano tutti insanguinati a terra e con le budella e il capo mangiato.
Mentre esaminavo la centrale uno di quei corpi senza vita mi afferra il piede e cerca di darmi dei morsi, io mi giro e lo colpisco con il mio fucile. Vado nell'armamentario perché i miei colpi stanno per finire. Prendo una delle mitragliatrici e mi carico di munizioni. Esco fuori dalla centrale dove quattro Zombi stanno facendo cena con un cittadino subito lasciano la loro preda e mi rincorrono.
Non so dove andare. Entro in un negozio. Li c'é un signore che non e stato ancora trovato dagli Zombi e mi punta un fucile verso la fronte gridando
<<Chi sei?Non muoverti o sparo!!>>
-rispondo-
<<Buona sera,vedo che anche lei non e stato ancora trovato dagli Zombi,mi fa piacere. Venga con me, mi dia una mano ad uccidere questi mostri>>
-il mercante dice-
<<No grazie mi difenderò da solo contro gli Zombi, ho il mio fedele fucile che non hai mai sbagliato un colpo>>
-io ribadisco-
<<Lasci stare non sono cosi facili da eliminare quegli esseri, in due c'e la faremo! Venga o rischia di essere scovato dagli Zombi ormai hanno capito dove si nasconde. Sono esseri rinati da un esperimento sbagliato della G.I.A. anche se hanno un aspetto orripilante sono superiori a noi di numero ed anche di intelletto>>.
Il mercante non mi risponde ma mi fa capire di non accettare la mia offerta,allora io vado via. Esco dal retro e tutto ad un tratto sento spari e urla di sofferenza provenienti dal magazzino, anche se volevo aiutare il mercante era ormai troppo tardi, gli zombi gia l'avevano finito. Ritorno alla stazione di polizia dove un mucchio di poliziotti zombi sono pronti ad usarmi come cena, ma subito li stendo. Sulla scrivania vedo all'improvviso un blocco note con degli appunti del Capitano Frank Darley che dicevano:
""14/05/1980 Manhattan
Spero che questi appunti li legga qualcuno. Circa due giorni fa la G.I.A ha sbagliato l'esperimento per portare in vita organi ormai persi con la morte delle persone. La G.I.A aveva sperimentato questo fluido che aveva effetto solo su gli animali di tipo: criceti, topi, ma non sugli uomini. Il giorno dell'esperimento sugli uomini si ebbe una reazione contraria a quella prevista. Non solo gli organi,ma il defunto rivive trasformandosi in uno Zombi mangiando i cittadini.
La città e piena di questi mostri che si sono allargati a macchia d'olio e che hanno ferito pure me. Infatti tutti quelli che vengono morsi dagli zombi diventano, anche se senza cervello, anch'essi degli zombi. Noi abbiamo tutte le armi a disposizione nel nostro armamentario segreto situato sotto terra. La password per accedergli è 1-5-8-6-2-0 e le coordinate sono: 5nord-nordovest-4sud-sudestPer favore io ho poche ore di vita liberate la città da questi mostri prima che facciano altre vittime!Addio""
Allora prendo questi appunti e li conservo nel mio archivio, vicino agli appunti c'era una mappa del distretto, prendo anche lei e mi avvio verso questo armamentario segreto. Lo trovo, scendo, apro il portone con la password 1-5-8-6-2-0 ed entro. I miei occhi non potevano credere a quello che vedevano. Bazooca, mitragliette a non finire. Mi fornisco di quel che posso e vado a visitare un po' tutto il distretto per vedere in che condizioni era messo e se c'erano dei superstiti. Vado saltando uffici e trovo solamente vittime sparse come un tappeto a terra, ma entrando in un ufficio c'era un uomo ferito che mi disse
<<Ragazzo salvaci >>
-io gli dissi-
<<come posso fare per salvare la città da questi mostri?>>
lui mi indico col dito una direzione e smise di respirare. Ero disperato ma segui la sua indicazione e trovai un altro blocchetto con degli appunti scritti sempre rilevanti il disastro della G.I.A che illustravano alcuni schizzi di formule e che dicevano:
""12/05/1980 Manhattan
Dott.ssa Jenny Smith
La citta è in pericolo a causa dell'esperimento fallito della G.I.A gia alcune decine di abitanti si sono trasformati in Zombies. L'unico rimedio per combattere quest'assedio di zombi è una formula chimica
H2o+C+H2cl4+lupum dentis+Hcl3+h+o
Lupum dentis: spezia pregiata rara da trovare originaria del territorio detto "The Darkness" luogo impervio, si pensa che vi abitino spiriti che vi ostacolino il passaggio. Non siamo riusciti a trovare nel il lupum dentis e ne coloro che si offrirono per andarlo a trovare. Questa formula e di piccola porzione e serve a salvare una persona, almeno. Per distruggere definitivamente questi mostri e necessario il gas. Questo e depositato nella cassaforte dello studio del dott.Carol Kant.Sperando che legga qualcuno questi miei appunti,spero che salvi la città da questi mostri io parto per Chicago. Addio Manhattan""
Non esitai e non ci pensai due volte presi il mio fuoristrada e mi avviai nella famosa The Darkness senza pensare a niente ed a nessuno. Poi pensai di prendere quel gas,era meglio se lo prendevo al ritorno. Quell'ingrediente anche se raro lo volevo consumare sulla mia fidanzata. Presi la cartina e trovai la strada per la The Darkness zone. Dovetti passare la foresta incantata dove si sentivano strani suoni e urli, mi sentivo osservato; sentivo come delle presenze su di me che mi ostacolavano. All'improvviso cadde un albero gigantesco sul mio fuoristrada che subito prende fuoco. Dovetti proseguire a piedi. Allora capii perché la chiamavano Le Tenebre. Dovetti superare il deserto che segui la savana oscura. Sprofondai in delle sabbie mobili ma mi salvai grazie ad un ramo pendente. Mi arrampicai su quel ramo e mentre mi salvai il ramo colo a picco nelle sabbie mobili. Dopo un po' il deserto fini come la foresta e comparve una montagna altissima.La scalai, arrivato in cima scivolai e mentre stavo appeso ad una roccia vidi il lupum dentis era li, lo afferrai e risali le rocce. Mi salvai per un pelo. Scesi la montagna e camminai fino allo sfinimento, quando alzai il capo e vidi davanti a me una città gigantesca. Presi il primo aereo e tornai a Manhattan. Trovai la mia fidanzata, anch'essa tramutata in zombi, la legai e la misi nella mia tana assicurandomi che li il gas non abbia effetto. Vado al distretto di polizia mi fornisco di armi che avevo perso nel viaggio e mi avviai nel laboratorio posai il lupum dentis. Volevo pensare dopo alla formula. Andai nello studio del dott.Carol Kent scovai la cassaforte e presi questo gas.
Questi erano pallottole tipo per bazooca, ne presi a nn finire.Andai dinuovo nel distretto,presi un bazooca e lo caricai.Andai nel centro di Manhattan.Le Tween Tawer si potevano chiamare le Blod Tower.Tutte insanguinate e deserte.Incominciarono a cadere dal celo questi esseri mostruosi che volevano fare cena con me.Cioe io ero la loro cena.Mi caricai i bazooca e sparai.Feci una strage.Finalmente liberai Manhattan. Poi mi dedicai alla mia fidanzata.Andai nel laboratorio,presi gli schizzi della dott.ssa Smith e mi misi a lavorare sulla formula.Mi riuscì e guarii la mia fidanzata.Adesso era tutto libero e in pace. Decisi di partire con la mia compagna. Credevo di essere l'unico superstite,ma gli agenti di polizia erano ancora vivi e mi cercavano.Io scappo.Vado in un albergo ma l'F.B.I mi acciuffa e mi porta su un grattacelo a New York.Non sapevo perché fui arrestato. All'improvviso mi portano in un'automobile e mi portano in città, poi mi levano le manette e mi fanno scendere dall'auto senza dire niente.Tutto a d'un tratto scoppia una festa tutta per me. Il sindaco anch'esso superstite mi premiò con una medaglia e 5 milioni di dollari,con cui mi sposai.QUESTA E LA STORIA DELLA MIA VITA CHE HO SCRITTO PER RICORDARE QUEI..DICIAMO BEI TEMPI,ORA SONO SPOSATO FELICEMENTE HO DUE FIGLI E MANHATTAM E LIBERA. AL CENTRO DI MANHATTAN E INNALZATA UNA MIA STATUA A MIO ONORE. NON HO ANCORA MOLTO DA VIVERE,MA SONO FELICE COSI. QUESTA E LA MIA STORIA E UNA VITA COME LA MIA NON VE LA AUGURO, MA SONO BELLE ESPERIENZE, POI.....5 MILIONI DI DOLLARI FANNO BENE...VOI KE NE DITE??
Bravo Gianluca!!
Posso chiederti una cosa?
Non è che per caso ti avanza un milione di Dollari?
Mi farebbero comodo:-))
E V V I V A !!
Se ci sono errori di ortografia il motivo è che ho inserito il testo originale.
Forza ragazzi!!!
Mandate i vostri racconti.