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Il segreto del volo

In una fabbrica di aerei hanno costruito un aeroplano davvero speciale; infatti, siccome il padrone aveva tantissimi uccelli, aveva deciso di metterli al posto delle ali e dei motori. 

In questo modo a costruirlo si risparmiavano un sacco di soldi. 

Decise di mettere al posto dei motori due stormi di aquile reali, chiuse in due grandi gabbie, perché pensava che erano uccelli forti e adatti a riuscire a sopportare quel peso. 

A lui piacevano molto le aquile: infatti lo stemma della sua compagnia aerea era proprio il becco dell’aquila ed anche la cabina di pilotaggio aveva la forma di un becco di aquila. 

La sua compagnia aerea si chiamava “Aquila Reale lines”. 

Inoltre, al posto delle ruote del carrello di atterraggio, aveva sistemato dei grossi salvagenti, così l’aereo poteva atterrare anche sull’acqua; solo che ci doveva essere sempre una pompa a disposizione per pompare il salvagente, perché dopo due o tre atterraggi i salvagenti si sgonfiavano. 

Però il pilota che doveva guidare quell’aereo però non voleva, perché aveva gli uccelli al posto dei motori e ripeteva: “Io voglio un aereo con le ali e non con gli uccelli”. 

Poi alla fine si rassegnò e lo provò; prima di partire, guardò l’indicatore del carburante e vide che era a zero. Scese, prese la pompa del cherosene ( che è la benzina adatta agli aerei ), provò a riempire il serbatoio, ma non funzionava. 

Allora il pilota pensò che forse doveva mettere nel serbatoio il mangime per gli uccelli. Lo riempì e quando salì a bordo vide che ora l’indicatore era al massimo, perché gli uccelli avevano mangiato tutto. 

Si alzò in volo, ma l’aereo volava lentamente, un po’ verso l’alto, un po’ verso il basso, un po’ a destra e un po’ a sinistra, perché ogni uccello volava dove voleva lui e allora l’aereo continuava a sbandare. Al posto del rumore del motore si sentivano i versi delle aquile ed al pilota venne un gran mal di testa. 

Ad un certo punto, mentre sorvolava un’isola, il pilota vide a pochi metri dall’aereo degli uomini volanti, che aprirono tutte le gabbie e liberarono le aquile. 

L’aereo iniziò a precipitare, ma gli uomini volanti lo presero al volo e lo fecero atterrare delicatamente sul mare; il pilota non ebbe neanche il tempo di ringraziarli, che in un attimo volarono via. 

Il pilota allora trasformò il suo aereo in un aereo vero: mise le ruote al posto dei salvagenti, mise un motore vero e le ali, e partì alla ricerca degli uomini volanti, perché voleva imparare il loro segreto, e cioè quello di volare senza bisogno dell’aereo 

Ancora adesso, se andate sul tratto di mare tra la Francia e l’Inghilterra, lo vedrete volare alla ricerca di quell’isola. 

fine

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Quercia