favole al cellulare.

Ognuno comunica a modo suo


Una volta avevamo una gatta. Era l'essere più materno che io avessi conosciuto.
 Essa non sapeva mai vedere la differenza fra la prole propria e le altre.
Una volta le affidammo un cagnolino rimasto orfano. Non dimenticherò mai lo stupore da cui fu assalita la prima volta che lo sentì abbaiare.
Con la zampina lo picchiò sul muso, poi si mise a guardarlo con un'espressione di dolore sdegnato realmente commovente.

«Bell'onore che fai a tua madre!» sembrava gli dicesse.
«E guarda queste orecchie che ti cascano dalla faccia! Non so dove tu abbia imparato simili maniere!».

Lui era un bravo cagnolino. Provò a miagolare e a lavarsi il muso con la zampa, ma gli atti non corrispondevano alla volontà. Io non so che cosa fosse più triste, se il suo sforzo per diventare un gattino a modo, o la disperazione della matrigna di non riuscire a educarlo come avrebbe voluto.

 

Bicicletta carnevale comunica elefantessa
foglia gallina leggere orma
padre rolano aquilone tuono