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favole al cellulare.

 
Un aquilone.


Una mattina vedemmo nostro padre davanti a casa, affaccendato con grandi fogli di carta d'impacco, lunghe stecche ricavate da canne, barattoli di colla di farina e gomitoli di spago.
Fu una giornata indimenticabile: lavorammo tutti insieme ininterrottamente per ore e ore.
Il risultato fu un aquilone spettacolare, robusto come un aeroplano, con una coda lunghissima e, per reggerlo, un grosso gomitolo di spago che non ci stava neppure nelle mani.
Trasportammo il drago sul prato. I nostri cuori battevano quando papà ci dette tutte le istruzioni per il Via.
Noi dovevamo sollevare l'aquilone quanto più in alto potessimo, reggergli la lunghissima coda e, a un suo ordine, mollare tutto.
Lui, che teneva il gomitolo dello spago, dopo aver spiato il vento, prese a un tratto la rincorsa in direzione opposta e ci gridò di mollare.
Trepidanti seguimmo il mostro, che barcollò, ondeggiò, poi, trasportato dal vento, cominciò a salire e ad allontanarsi nel cielo. Fra lo stupore commosso di tutti noi, si levò più su del campanile. Lo vedevamo piccolo come un falchetto, superbo in volo, e il filo vibrava e noi facevamo fatica a trattenerlo.

 

 

Bicicletta carnevale comunica elefantessa
foglia gallina leggere orma
padre rolano aquilone tuono


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